In ascolto

46861882-8575-4141-B586-C8A7AD6DB4C8

C’è una cosa che dobbiamo imparare a fare, tutti, piccoli e grandi, insegnanti e alunni: ASCOLTARE. Con estrema attenzione.

1BFAC584-6F99-4083-AD7D-A16D25B11EEDB943661E-C013-4C11-B72D-B2D7BD0D07EF

Alla fine di un ennesimo anno scolastico da precaria, pieno di quotidiani originalissimi incontri all’insegna del “come facciamo oggi a trovare la concentrazione giusta?”, scopro che molte delle convinzioni sulla professione-docente che mi trovo per caso a svolgere hanno davvero bisogno di nuovi input su semplicissime questioni di relazione. Pensiamo sia facile trasmettere contenuti, entusiasmare gli animi, catturare l’attenzione e invece manca la rivoluzione vera: quella utile all’ascolto, senza ricatti, spontanea, reale. Una rivoluzione reciproca, che porti al dialogo. Fuori dal caos sonoro e dalla confusione delle idee. Se la scuola vuole riconquistare uno spazio utile, deve assolutamente riconquistare l’autorità, ascoltando tutti, sentendo tutti i partecipanti, prestando attenzione a chi, ogni giorno, chiede il nostro sguardo e il nostro supporto. Un ordinato botta e risposta. Nessuna chiusura ma apertura. Orecchie aperte. Curiosità. Ogni capriccio, disagio, malessere, risposta arrogante, pianto, risata, urla improvvisa è una richiesta di attenzione a cui non si può dare forfait facendo finta di niente.

Scrive un alunno.

Saper ascoltare non è così semplice. Perché quando uno parla, all’altro viene voglia di aggiungere la propria esperienza su quel fatto. Questo fenomeno capita spesso in classe: quando il professore parla, gli alunni vogliono a ogni costo dire qualcosa. Parlare su una persona non è educato e porta spesso a inutili litigi.  anche molto fastidio, mentre parli, che una persona si metta in mezzo per esprimere la sua opinione senza lasciarti finire la frase. Un difetto che hanno in molti è che quando uno parla loro non ascoltano, invece quando parlano vogliono essere ascoltati.

Penso che ascoltare sia importante ma lo è anche parlare.

78D3C4A9-B0CB-416F-9EA4-26221D0172E4

 

Ragiona sullo stesso tema anche un’alunna.

Ascoltare è veramente difficile: si tratta di un momento in silenzio. Chi non parla deve subire un discorso di chi si esprime. Io non ho molta difficoltà ad ascoltare. Per altre persone, invece, ogni scusa è buona per non farlo. Alcuni a scuola guardano il diario, lo pasticciano, scrivendo cose non aderenti alla lezione o parlano di continuo con il compagno di banco. Ascoltare ha lati positivi: impari qualcosa che prima non sapevi. Oppure puoi far parlare un tuo amico timido, facendogli del bene. A volte capita che, quando una persona parla, noi non capiamo niente di quello che dice, ma possiamo sempre chiedere di rispiegare.

Ascoltare vuol dire che può esprimersi solo chi parla; chi ascolta deve affrontare un momento di grande silenzio interiore. Quindi mettiamo alla prova noi stessi: bisogna imparare ad ascoltare.

1F3A5CF6-23F0-49EE-BF89-BC68556EEACF

Infine, un’altra alunna.

Alcune persone non riescono a capire quand’è il momento di fare silenzio, di non distrarsi e di ascoltare. Anche io alcune volte mi distraggo ma la maggior parte del tempo, in classe, ascolto. Ascolto quello che dicono i professori e quello che dicono i miei compagni. Fare silenzio e ascoltare mi rilassa e mi fa sentire tranquilla. Consiglio a tutti: ogni tanto bisogna ascoltare.

 

Blog su WordPress.com.

Su ↑