Essere e avere

Per calmare gli animi di questi nostri alunni adolescenti così agitati ansiosi di “dirediredire” SEMPRE – in con-ti-nua-zio-ne – qualcosa quando l’insegnante è intenta a sgolarsi per introdurre gli ausiliari essere e avere accennando persino al loro significato filosofico quello dell’esistenza o del possesso mentre illustra il loro uso nei tempi composti e la classe si scompone non poco bisogna cambiare strategia, virgola, bisogna rinnovarsi. Bisogna adattarsi. Riadattare la programmazione, così dicono dall’alto. IN CON-TI-NUA-ZIO-NE. Senza sosta, Senza respiro. Come in apnea, come in un testo senza punteggiatura, tutto d’un fiato che nemmeno Joyce saprebbe come cavarsela. Conoscete tecniche di ipnosi?

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Eh sì. Le strategie devono essere molteplici. Alla prof non basta conoscere a menadito l’analisi logica, gli avverbi, tutti i dettagli della vita di Matilde di Canossa e Irene di Bisanzio; per incantarli, stordirli e, infine, zittirli ORA BBBASTA non è sufficiente descrivere, a memoria, tutto il ciclo di avvenimenti ricamati sui 70 metri dell’Arazzo di Bayeux.

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Non si accontentano più della capacità mnemonica della docente che declama filastrocche a voce alta, canta Va pensiero, legge brani di letteratura illustrata. Alla prof non basta dichiarare di ascoltare musica TRAP, sì, come si chiama quello? ah si SFERAEBBASTA (ignorando qualsiasi testo lui “trappi”), provare la flipbottle e fare CENTRO al primo colpo (Daaaaaab), brava proffff, non serve affermare di avere seguito tutte le fasi della gravidanza (con annessa la nascita) del figlio di Chiara Ferragni. Ha visto che carino proooooof???

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Non è sufficiente nemmeno incantarli. Che so portare tre palline, giocolare alla ricreazione, e tutti intorno, pure quelli delle altre classi che non ti conoscono, che non sei la loro prof. Proooooooffff, ma come fa a fare il giocoliere??? Prima lavorava al circo?

Non basta tutto questo. NO. Noncelapossiamoffffffare, noi dietro la cattedra, ma anche a fianco, sopra o sotto, noncelapossiamcavare con così poco. Con la nostra scienza, la nostra cultura, tutto questo nostro SAPERE, CONOSCERE, SPIEGARE. Ah come spiego bene.

I ritmi dell’apprendimento concettuale sono sempre più lenti, la memoria episodica vacilla, quella a lungo termine trema, perché lo sguardo dei ragazzini non riesce a fissarsi su un solo oggetto, su un solo argomento. Gli oggetti dei loro desideri sono infiniti. I loro argomenti sono infiniti. E se moltiplichi l’infinito per venti, BOOM, l’insegnante non fa in tempo ad aprire il cassetto, quello della letteratura che subito loro senza nemmeno bussare aprono quello della famiglia Mio zio ha detto… mio zio ha fatto… mio cugino fa… mio cugino dice…; se estrai il coniglio dal cilindro son già pronti a infilarsi in una tuba di aforismi di YouTubers da strapazzo.

Tutto senza MAI, dico MAI, sollevare la mano per prendere la parola!

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E allora sapete cosa vi dico a proposito di ausiliari? Oggi per l’ennesima volta proiettiamo un film che parla di scuola. Di una scuola molto particolare.

Oggi vediamo un film del 2002 diretto da Nicolas Philiber: “Essere e avere” anzi  Être et avoir. Mi raccomando, attenti, sono andata fino alla BIBLIOTECA per prendere il DVD, solo per voi!

Ma prof è in francese? Perchè voi non studiate il francese? Ma lei insegna ITALIANO.

Ancora con questa storia dell’impersonificazione materia-docente???

Benissimo. Il film è sottotitolato, oggi LEGGIAMO per due ore. Contenti???

Il film inizia con una scena campestre in cui una trentina di mucche muggiscono. La prima cosa che fanno è ridere e fare MUUUU-MUUUUU: pur sempre un inizio di comprensione del testo. Qui la lingua è universale, non c’è bisogno di sottotitoli, anche in FRANCIA le mucche fanno MUUUUUU.

Una scuola speciale, dove un maestro francese opera in una scuola a classe unica di Saint-Étienne-sur-Usson, nel Massiccio Centrale. Nello stesso ambiente, molto accogliente, dove sono ammessi persino alcuni animali, convivono un maestro, diversi bimbi della materna e altri delle elementari. Di età diverse, dai 4 ai 10 anni. Tutti insieme. Chi impara a scrivere, chi a leggere, chi fa il dettato. Tutto in silenzio. Le regole sono molto chiare. I grandi devono essere d’esempio per i piccoli. A loro volta, i piccoli stimolano i grandi a essere prudenti, per evitare incidenti, per evitare di far male ai bimbi di 4 anni.

Avete visto quanto sono bravi? Tutti in silenzio? Nessuno urla. Tutti ascoltano il maestro.

Una pellicola all’insegna della lentezza, dove i ritmi sono adeguati, a ognuno il proprio momento, a ognuno il proprio spazio. Dove ognuno può esprimersi, come è giusto che sia. Dove il maestro può dedicare le sue energie per dare a ognuno il giusto appoggio.

Leggere guardando un film. Viene così soddisfatta la loro attitudine multitasking (leggere/guardare), viene stimolata la capacità di comprensione del testo (non è possibile capire il film se non si leggono i sottotitoli), viene mostrata una scuola possibile quella in cui tutti collaborano. E intanto loro rivedono sè stessi nei bambini del film, ahahah guarda quello sei tu da piccolino!! quando Jojo, uno dei piccoli, sbadiglia.

Rivedono le loro smorfie, gli attimi di noia e di gioia, di incertezza degli affetti (“sei mio amico?” chiede una bambina a tutti quelli che le passano vicino). Si rispecchiano, sono come SONO e da oggi HANNO qualcosa in più la consapevolezza di essere uguali a tutti i bambini del mondo con i loro pregi e difetti.

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Prof, facciamo anche noi lezione in giardinooo???

 

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