Apro un blog. Mi occorre, infatti, riversare qui parte dei miei post di argomento scolastico finiti nel dimenticatoio, spariti, ingoiati dal volumen social facebook.
Negli ultimi tre anni, più che in passato, ho sentito la necessità di raccontare a voce alta alcuni episodi (siparietti più che altro) accaduti nelle classi in cui sono stata convocata a insegnare materie letterarie. L’ho fatto senza pensare troppo, di getto. Ho scritto e basta, senza mai ridicolizzare o banalizzare. Credo.
Sono la prof di Lettere. La peggiore mi ha detto un giorno uno dei tre giovani papà che “si allargavano troppo” coi commenti sulla mia età e statura in un noto locale cagliaritano in cui si mangia ottimo giapponese da asporto.
Uno faceva il cascamorto, l’altro il galletto, il terzo il cicisbeo.
Gli ho detto, sapete che potrei essere l’insegnante dei vostri figli?
Insegnante di cosa?
Di Italiano.
Il resto è cronaca e non entro mai in classe senza appuntare una spilla colorata sui miei abiti.

brava giorgia
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grazie! Fatti riconoscere Lievito che ti inseguo!
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